Le mie passioni

Cosa visitare a Praga o in Repubblica ceca

Cosa visitare a Praga o in Repubblica ceca

Sei in partenza per la Repubblica ceca e non hai ancora le idee chiare su cosa andare a visitare?

Sei stanco dei soliti giri turistici pre-confezionati e vorresti qualcosa di diverso, magari qualcosa che rispecchi i tuoi veri interessi e le tue passioni?

Hai delle curiosità sulla Repubblica ceca o hai bisogno di informazioni pratiche e non sai a chi rivolgerti?

Sono qui a tua disposizione!

Tutto ciò che devi fare è mandarmi una email con le tue richieste e io cercherò di soddisfare le tue curiosità e le tue esigenze!

È un servizio completamente gratuito che ti chiedo di ricompensare con una semplice condivisione sui social network utilizzando il pulsante che troverai qui sotto!

Pronti a partire?

 

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I castelli della Boemia – Křivoklát

I castelli della Boemia – Křivoklát

Quando parlo con persone che hanno fatto un viaggio o una vacanza in Repubblica ceca, mi capita spesso di sentire che hanno visitato Praga e i castelli della Boemia dove, per “castelli della Boemia” si intende il Castello di Karlštejn (ve ne ho parlato qui). Oggi invece vi vorrei consigliare un altro castello che si trova sempre in Boemia ma che raramente ho trovato tra le mete consigliate: il castello di Křivoklát! Lo so, il nome sembra un po’ impronunciabile…

castello di Křivoklát
Veduta del castello di Křivoklát

Da dove viene questo nome?

Ci sono due versioni sull’origine del nome Křivoklát. La prima racconta che in passato il castello era circondato da alberi (detti “kláty”) ritorti/curvi (in ceco “křivý”) e da qui l’unione delle parole “křivý” e “klát” in Křivoklát. Una seconda invece spiega come il castello fosse eretto su una superficie curva detta “plát”. Vennero quindi unite le parole “křivý” e “plát” dando vita a Křivoklát.

Křivoklát è uno dei più antichi e importanti castelli medievali della Repubblica ceca. Si trova a circa 60 chilometri da Praga, a 290 metri sul livello del mare, su un promontorio che sovrasta il corso d’acqua Rakovnický potok, alla confluenza con il fiume Berounka. Il Castello è di proprietà statale, dal 1958 è tutelato in quanto monumento culturale e dal 1989 è entrato a far parte dei monumenti culturali nazionali della Repubblica ceca

Un po’ di storia del castello…

Il castello venne costruito attorno al 1200 dai re della dinastia dei Přemyslidi. Přemysl Otakar II. contribuì molto allo sviluppo del castello e lo stesso Carlo IV. vi trascorse diversi periodi, sia durante l’infanzia sia in età adulta. Il castello subì modifiche importanti durante il regno di Venceslao IV. e assunse le sembianze odierne grazie a Ladislao II.  

Il Castello di Křivoklát venne danneggiato e quasi distrutto dagli incendi nel corso dei secoli. Durante le guerre hussite divenne custode dei gioielli della corona. Fu trasformato in seguito in una prigione e la sua importanza diminuì. Furono i Fürstenberg a restaurare e tutelare il castello rimanendone i proprietari fino al 1929 quando Max Egon II. lo vendette alla Repubblica cecoslovacca.

corte del castello di Křivoklát
La corte del castello di Křivoklát

Ma quando si può visitare e cosa si può vedere nel castello di Křivoklát?

Il periodo migliore per visitare il castello di Křivoklát è a partire da 01 maggio quando, dopo diversi periodi e intervalli di chiusura invernale e primaverile, riaprono al pubblico tutti gli spazi. Ci sono 3 tour guidati che consentono di visitare diverse parti del castello e della corte. Il prezzo per il tour più breve è di 120 CZK mentre per il tour completo del castello il costo è di 220 CZK. Naturalmente esistono diversi sconti per bambini, anziani e gruppi. Trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale del castello cliccando qui. La corte e una parte delle mura del castello sono invece a ingresso gratuito.

Come molti castelli della Repubblica ceca, il castello di Křivoklát ospita tutto l’anno una serie di iniziative come concerti, rappresentazioni teatrali, rassegne cinematografiche ed eventi legati all’arte e all’artigianato. Křivoklát diventa spesso un set cinematografico. Qui sono state girare alcune scene di Wanted – Scegli il tuo destino e I fratelli Grimm e l’incantevole strega.

corte del castello di Křivoklát
Uno scorcio della corte del castello di Křivoklát

Come si arriva a Křivoklát?

Come dicevo prima, Křivoklát dista circa 60 chilometri da Praga ed è naturalmente raggiungibile in auto. Una volta arrivati a Křivoklát troverete un parcheggio a circa 300 metri dalla salita al castello. Personalmente ci sono arrivata in treno da Praga. Ci sono regolari collegamenti dalla stazione centrale (Hlavní nádraží) con un cambio a Beroun. Cliccando qui troverete gli orari dei treni. Con un viaggio di circa 1 ora e 20 minuti, arriverete alla stazione ferroviaria di Křivoklát che è molto piccola e immersa nella natura. Ne vale la pena!

ferrovia Křivoklát
In attesa del treno alla stazione di Křivoklát
Film e serie tv girate in Repubblica ceca

Film e serie tv girate in Repubblica ceca

La Repubblica ceca sta diventando sempre di più la meta preferita di registi stranieri, in modo particolare americani. Guardando film o serie televisive, di cui sono una grande appassionata, mi è capitato di riconoscere dei luoghi o dei particolari architettonici che per chi ha avuto la fortuna o la possibilità di trascorrere del tempo a Praga o in altre cittadine ceche sono inconfondibili. Non molto tempo fa, guardando una puntata della serie Outlander che doveva essere ambientata a Parigi, non ho potuto fare a meno di sobbalzare sul divano riconoscendo il Ponte Carlo e il Monastero di Strahov! Cercando un po’ online a questo link ho trovato i punti esatti in cui sono state girate alcune scene, mentre a quest’altro link c’è una raccolta di foto tratte da diversi account Instagram che documentavano le riprese praghesi.

Perché i registi scelgono la Repubblica ceca?

Registi e produttori scelgono la Repubblica ceca per diversi motivi, non per forza legati alla bellezza dei paesaggi e delle città. A quanto ho potuto appurare, il primo fra questi è il fattore economico. Le spese per le riprese, le location e il personale locale sono decisamente più basse rispetto ad altri Paesi. Inoltre la Repubblica ceca punta molto sulle potenzialità attrattive del mezzo filmico in chiave turistica e quindi mette a disposizione diverse e cospicue sovvenzioni statali. A questo link trovate un prospetto degli incentivi di Czech Film Commission. La tradizione cinematografica ceca (tanto per fare degli esempi, avete mai sentito parlare della Nová vlna degli anni Sessanta? E di Miloš Forman?) e la professionalità degli atelier locali completano il quadro.

ogni cosa è illuminata
© Martin Vačkář 2012

Ma quali sono i film più famosi girati in Repubblica ceca e dove sono avvenute le riprese?

Innanzitutto se conoscete un po’ la Repubblica ceca e siete dei cinefili, non potete perdervi la mappa dei luoghi in cui sono stati girati film e serie televisive ceche e straniere che trovate a questo link. Cliccando sulle varie località, troverete il punto esatto in cui è stata girata una determinata scena, un’immagine della stessa, di quale film si tratta, le coordinate GPS e le informazioni sul film!

Di seguito vi lascio un elenco parziale dei film più famosi girati in Repubblica ceca. L’elenco l’ho tratto dal sito Zpravy.czin.eu e da Czech Film Commission. Se ne conoscete di altri, scrivetemi nei commenti così potrò integrarli nell’elenco!

Film girati in Repubblica ceca:

  • Amadeus (1984) di Miloš Forman – Praga, Kroměříž
  • L’insostenibile leggerezza dell’essere (1988) di Philip Kaufman – Praga
  • Amata immortale (1994) di Bernard Rose – Praga, Kroměříž
  • Mission Impossible (1996) di Brian de Palma – Praga
  • Les Miserables (1998) di Tom Hooper – Praga, Kutná Hora, Žatec, Vrbno
  • L’insaziabile (1999) di Antonia Bird – Praha
  • Giovanna d’Arco (1999) di Luc Besson
  • Dungeons & Dragons (2000) di Courtney Solomon – Praga, Kuntá Hora
  • Spy Game (2001) di Tony Scott – Praga
  • Il destino di un cavaliere (2001) di Brian Helgeland
  • La storia di Anna Frank (2001) miniserie televisiva di Robert Dornhelm– Praga
  • La vera storia di Jack lo Squartatore (2001) di Alan Moore ed Eddie Campbell – Praga
  • L’intrigo della collana (2001) di Charles Shyer – Praga, Kutná Hora, Lednice, Valtice
  • XXX (2002) di Rich Wilkes – Praga, Loket
  • Sotto corte marziale (2002) di Gregory Hoblit – Praga, Milovice
  • The Bourne Identity (2002) di Doug Liman – Praga
  • Blade II (2002) di Guillermo del Toro – Praga
  • Bad Company – Protocollo Praga (2002) di Joel Schumacher – Praga
  • Underworld (2003) di Len Wiseman – Praga
  • Due cavalieri a Londra (2003) di David Dobkin – Praga, Karlový Vary, Kutná Hora, Hluboká nad Vltavou
  • La leggenda degli uomini straordinari (2003) di Stephen Norrington – Praga
  • Alien vs. Predator (2004) di Paul W. S. Anderson – Praga
  • Amori in corsa (2004) di Andy Cadiff – Praga
  • Van Helsing (2004) di Stephen Sommers – Praga
  • Un principe tutto mio (2004) di Martha Coolidge – Praga
  • Hellboy (2004) di Guillermo del Toro – Praga
  • EuroTrip (2004) di Jeff Schaffer – Praga
  • Il risveglio del tuono (2004) di Peter Hyams – Praga
  • Ogni cosa è illuminata (2005) di Liev Schreiber – Praga
  • Lord of War (2005) di Andrew Niccol
  • Hostel (2005) di Eli Roth
  • Oliver Twist (2005) di Roman Polański – Praga
  • Doom (2005) di Andrzej Bartkowiak – Praga
  • Le cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l’Armadio (2005) di Andrew Adamson
  • I fratelli Grimm e l’incantevole strega (2005) di Terry Gilliam– Praga
  • Running (2006) di Wayne Kramer– Praga
  • Profumo: storia di un assassino (2006) di Tom Tykwer
  • Tristano & Isotta (2006) di Kevin Reynolds – Praga
  • L’ultima vacanza (2006) di Wayne Wang – Karlový Vary
  • The Illusionist – L’illusionista (2006) di Neil Burger – Praga, Tábor, Dobříš, Konopiště
  • Omen 666 – Il presagio (2006) di John Moore – Praga
  • Casino Royale (2006) di Martin Campell – Praga, Karlový Vary
  • Hannibal Lecter – Le origini del male (2007) di Peter Webber – Praga
  • La vie en rose (2007) di Olivier Dahan – Praga
  • Hostel 2 (2007) di Eli Roth
  • Jumper – senza confini (2008) di Doug Liman
  • La banda Baader Meinhof (2008) di Uli Edel – Praga
  • Bangkok Dangerous – il codice dell’assassino (2008) di Danny Pang Fat, Oxide Pang Chun
  • The Red Baron (2008) di Nikolai Müllerschön – Praga
  • Wanted – Scegli il tuo destino (2008) di Timur Bekmambetov – Praga
  • Le cronache di Narnia: il Principe Caspian (2008) di Andrew Adamson – Praga
  • Faubourg 36 (2008) di Christophe Barratier – Praga
  • Babylon A.D. (2008) di Mathieu Kassovitz
  • G.I. Joe – La nascita dei Cobra (2009) di Stephen Sommers – Praga
  • Solomon Kane (2009) di Michael J. Bassett – Praga
  • L’olimpiade nascosta (2011) di Alfredo Peyretti – Terezín, Doksany
  • Adriano Olivetti: la forza di un sogno (2013) di Michele Soavi – Praga, Liberec, Hradek nad Nisou
  • La migliore offerta (2013) di Giuseppe Tornatore – Praga
  • Serena (2014) di Susanne Bier
  • Last Knights (2015) di Kazuaki Kiriya – Křívoklat
  • Child 44 – Il bambino numero 44 (2015) di Daniel Espinosa – Praga, Kladno, Ostrava
  • Pietro Mennea – La freccia del sud (2015) di Ricky Tognazzi
  • Codice Unlocked (Unlocked) (2017) di Michael Apted – Praga

Serie televisive girate in Repubblica ceca

  • Revelations (2005) – Praha
  • I Borgia (2010) – Praha
  • Missing (2011) – Praha
  • Crossing Lines (2013)
  • The Musketeers (2014) – Ploskovice, Libochovice, Křívoklat, Terezín, Kroměříž, Slavkov, Zvikov, Kutná Hora, Kacina, Praga
  • Legends (2016)
  • Outlander (2016)
  • 12 Monkeys (2017) – Praga
  • McMafia (2017)
  • Britannia (2017)

In aggiornamento…

Fonti: Zpravy.czin.eu e Czech Film Commission

 

Le tradizioni natalizie ceche

Le tradizioni natalizie ceche

©Eleonora Tondon

 

L’08 dicembre, mentre come da tradizione preparavo l’albero e gli addobbi natalizi, riflettevo sul fatto che ho trascorso diversi periodi dell’anno in Repubblica ceca ma mai il Natale. Ed è davvero un peccato perché, nonostante la Repubblica ceca non sia un Paese dalla grande tradizione cattolica, il Natale è comunque caratterizzato da forti tradizioni.

Il periodo natalizio è preceduto dall’arrivo di San Niccolò – Svatý Mikuláš il 6 dicembre, accompagnato da un angelo e dal diavolo. San Niccolò e l’angelo distribuiscono i doni mentre il diavolo punisce i bambini cattivi.

Il culmine dei festeggiamenti natalizi è la Vigilia di Natale – Štědrý den. È il momento in cui viene addobbato e acceso l’albero di natale – Vánoční strom o Vánoční stromeček e sotto di esso vengono posizionati i regali che porta Gesù bambino – Ježíšek.

La tradizione natalizia vuole che le famiglie si ritrovino durante la vigilia di Natale per cenare insieme.

Durante la giornata si dovrebbe rimanere a digiuno e si promette ai bambini che se digiuneranno tutto il giorno, vedranno il maialino d’oro – zlaté prasátko. Questa è una tradizione che risale al Medioevo. Oggi si preferisce mangiare cibi non a base di carne come ad esempio la tradizionale staročeský kuba.

Quando in cielo è visibile la prima stella, ci si può sedere a tavola.

La cena della Vigilia di Natale

Il menù tradizionale comprende, oltre ai dolcetti preparati per l’occasione (a questo link trovate alcune ricette), l’immancabile carpa. Inizialmente questo piatto era un’esclusiva delle tavole dei benestanti ma a partire dal 20. secolo, è diventato l’ingrediente imprescindibile sulla tavola della vigilia di Natale, in modo particolare se fritta. Ogni volta che penso alle tradizioni natalizie ceche, mi viene in mente uno dei miei film cechi preferiti ossia Pelíšky e in particolare questa scena in cui la carpa della cena della vigilia viene tenuta nella vasca da bagno:

La cena della vigilia è anche l’occasione per far rivivere altre tradizioni natalizie come ad esempio preparare un posto in più a tavola qualora arrivasse un ospite inaspettato o nascondere una moneta sotto un piatto. Sotto i piatti vengono messe anche alcune squame di carpa che dovrebbero fungere da portafortuna e assicurare denaro sufficiente a chi le trova. Un’altra tradizione consiste nel fatto che solo la padrona di casa può allontanarsi da tavola mentre gli altri devono attendere che tutti abbiano finito di mangiare.

Sempre a tavola, con dei gusci di noce e delle candele, vengono realizzate delle barchette che vengono poi messe in acqua, in una bacinella. Il proprietario della barchetta la cui candela rimane accesa più a lungo, avrà una vita lunga e felice. Se la barchetta rimane a galla fino a raggiungere il margine della bacinella, il suo proprietario rimarrà tutto l’anno nel suo Paese. Se invece la barchetta naviga ma si mantiene al centro del contenitore, il proprietario andrà all’estero.

Le tradizioni quando non si è a tavola…

Naturalmente, tra le tradizioni natalizie non può mancare il presepe, in ceco Betlém o jesličky. Il primo presepe ceco venne realizzato dai gesuiti nel 1560 nella chiesa di Sv. Kliment a Praga. La curiosità è che non solo fu il primo presepe delle terre ceche, ma anche di tutta l’Europa centrale.

Un altro simbolo del Natale in Repubblica ceca è il vischio. La leggenda vuole che il vischio fosse un albero e che dal suo tronco fu ricavata la croce di Cristo. Da allora, per la vergogna, il vischio è diventato una semplice pianta e per riscattarsi dalla sua colpa nella passione di Gesù, porta bene a tutti coloro i quali passano sotto di esso. Attenzione però: il vischio porta fortuna solo a chi che lo riceve in dono!

Una tradizione natalizia che mi ha sempre incuriosita e che ritroviamo anch’essa in Pelíšky è quella della fusione del piombo. Si fonde un pezzetto di piombo su una fiamma e lo si fa colare in un contenitore con dell’acqua. La forma che assumerà il piombo avrà un significato nel futuro della persona interessata. Se ad esempio assume una forma che ricorda una stella, allora il futuro riserverà successo.

Pelíšky e le tradizioni natalizie ceche
Le tradizioni ceche – un’immagine tratta dal film Pelíšky

Tra le tradizioni natalizie che mi piace ricordare c’è anche quella del pollaio. Le ragazze single devono bussare con delle scarpe o ciabatte sulla porta del pollaio. Se si avvicina per prima la gallina, la ragazza rimarrà single. Se invece arriva il gallo, la ragazza convolerà presto a nozze.

Di certo ho dimenticato o non conosco la maggior parte delle tradizioni natalizie ceche. Se voi ne conoscete altre e vi va di condividerle, scrivete qui sotto nella parte riservata ai commenti!

Fonte: https://www.denik.cz/tradice-czk/vanoce-puvod-zvyky-a-tradice20081201-eh6o.html

Cosa vedere in Moravia? È il turno di Olomouc

Cosa vedere in Moravia? È il turno di Olomouc

Proseguendo il nostro “tour virtuale” in Moravia, non posso esimermi dal parlarvi di Olomouc (pronunciato /Olomoutz/).

Olomouc è la quinta città della Repubblica ceca ed è il centro della regione agricola della Haná. Storicamente fu una delle città più importanti del Regno di Boemia e per molto tempo è stata considerata la capitale naturale della Moravia. Oggi Olomouc è principalmente una cittadina universitaria (Univerzita Palackého v Olomouci) ed è il capolougo della Regione di Olomouc (Olomoucký kraj).

Cosa si può vedere a Olomouc?

Il centro storico di Olomouc è caratterizzato dalla Colonna della Santissima Trinità (Sloup Nejsvětější Trojice) che con i suoi 35 metri domina la Horní náměstí, la piazza principale della città. La colonna venne costruita tra il 1716 e il 1754 sul modello della colonna presente davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma ed è stata realizzata come voto alla fine dell’epidemia di peste che colpì la Moravia all’inizio del 1700. All’interno della colonna c’è anche una piccola cappella. La Colonna della Santissima Trinità è stata inclusa nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’UNESCO nel 2000 come esempio di architettura barocca. Nella foto qui sotto, scattata nel 2014 ovviamente in una giornata uggiosa come tutte quelle che trovo quando vado in Repubblica ceca salvo rari casi, si vede la colonna e uno scorcio di Horní náměstí.

Colonna della Santissima Trinità
La Colonna della Santissima Trinità di Olomouc in Horní náměstí – ©Eleonora Tondon

Continuando in Horní náměstí, sulla parete del Municipio, c’è il bellissimo Orologio astronomico, uno dei pochi orologi al mondo basati sulla teoria eliocentrica. Stando alla tradizione, venne commissionata tra il 1419 e il 1422 a un orologiaio non vedente perché non potesse realizzarne uno simile altrove. Distrutto e ricostruito nei secoli, assume le forme e le decorazioni attuali solo attorno al 1950 grazie a Karel Svolinský. Con i suoi 14 metri di altezza, l’orologio ricalca lo stile del Realismo socialista.

Il quadrante centrale rappresenta la posizione dei pianeti e sullo sfondo sono raffigurati i segni zodiacali. L’intero orologio è ricoperto da un mosaico che rappresenta la Cavalcata dei re (Jízda králů,  una festa tradizionale morava che si ripete ogni anno per la Pentecoste ed è patrimonio dell’UNESCO – elenco dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità), il lavoro degli operai e dei chimici. All’interno dell’arco superiore si trovano dei medaglioni con le allegorie dei mesi dell’anno. Nella parte inferiore dell’orologio sono invece raffigurate le giornate importanti per il regime comunista come ad esempio il compleanno di Stalin o di Gottwald. Secondo il progetto iniziale, il carillon dell’orologio avrebbe dovuto suonare l’Internazionale mentre poi le 16 campane finirono per riprodurre canzoni popolari. Il gallo in ottone canta a mezzogiorno e dietro a lui sfilano figure che rappresentano mestieri e professioni.

Orologio astronomico Olomouc
L’Orologio astronomico di Olomouc – ©Eleonora Tondon

In città inoltre sono presenti 6 fontane barocche denominate Nettuno, Ercole, Giove, Tritone, Cesare e Mercurio. Gli architetti presero spunto ovviamente dalla mitologia antica poiché si narra che la città venne fondata da Gaio Giulio Cesare e a lui è dedicata la statua equestre presente in Horní náměstí. Dal 2002 si è aggiunta un’altra fontana nella piazza principale, denominata Airone, che rappresenta una tartaruga.

Sul colle di Václavské návrší si trova poi il Castello e l’annessa Cattedrale di San Venceslao mentre resti delle mura medievali della fortezza di Olomouc possono essere osservati nei giardini di Bezručovy sady, dove si può vedere l’unica porta della città che si è conservata, Židovská.

E nelle vicinanze?

Nelle vicinanze di Olomouc, a circa 5 km dalla città, si trova Svatý Kopeček, la collina santa. Sulla collina si erge un santuario con la Basilica della Visitazione della Vergine Maria (Bazilika Navštívení Panny Marie) realizzata in stile barocco. La basilica venne eretta sul punto in cui secondo la tradizione la Vergine Maria apparve a un commerciante di Olomouc. Durante la sua visita in Moravia nel 1995, Papa Giovanni Paolo II concede all’allora Chiesa della Visitazione il titolo onorifico di Basilica minore. Sulla collina è inoltre presente uno zoo.

Basilica della Visitazione
Svatý kopeček – Bazilika Navštívení Panny Marie – ©Eleonora Tondon

Qualche altro consiglio?

Il distributore degli Olomoucké tvarůžky – ©Eleonora Tondon

Se siete a Olomouc dovete assolutamente assaggiare gli Olomoucké tvarůžky, il cui nome è spesso tradotto con Ricottine di Olomouc. Si tratta di un formaggio a pasta molle dal sapore speziato e dal profumo non molto invitante 🙂 Li trovate in tutti i ristoranti, nei negozi e anche in particolari distributori! Nella foto vedete la mia faccia compiaciuta 🙂

Se soggiornate a Olomouc, vi consiglio vivamente e per esperienza l’Hotel Penzion Na Hradě. Lo trovate in pieno centro città, in Michalská 4.

Plzeň, la capitale ceca della birra

Plzeň, la capitale ceca della birra

Molti di voi, durante una calda sera d’estate o in una birreria tra amici, avranno sicuramente sorseggiato una Pilsner Urquell. Ma vi siete mai chiesti da dove viene quella birra? Ebbene la birra Pilsner Urquell deve il suo nome alla città di Plzeň!

Ma dov’è e cosa c’è di bello e interessante a Plzeň oltre alla birra?

Plzeň (o Pilsen se detta alla tedesca ma per favore: non fatelo in mia presenza!!) con i suoi 170 mila abitanti è la quarta città della Repubblica ceca dopo Praga, Brno e Ostrava ed è capoluogo dell’omonima regione, Plzeňský kraj. Si trova a circa 90 km a ovest di Praga ed è facilmente raggiungibile dalla capitale via treno o autobus. Se state raggiungendo Praga in macchina e passate dalla Germania, Plzeň è proprio di strada!

Nel 2015 è stata scelta come capitale della cultura ed è nota principalmente per due cose:

la birra e la Škoda.

Ma andiamo per ordine! Gli appassionati o i curiosi possono scoprire in cosa consiste il tipo di fermentazione del luppolo e la preparazione della famosa Pilsner Urquell (appunto il metodo di Plzeň) sia presso il Museo della Birra, sia nel vero e proprio stabilimento! Nelle due immagini sottostanti, scattate in una giornata piovosa del lontano 2006 (sigh!), potete vedere le piante di luppolo e alcuni interni del Museo della Birra che si trova in Veleslavinova 58/6, in pieno centro cittadino e a pochi passi dalla piazza principale, Náměstí Republiky. Lo trovate aperto ogni giorno dalle 10:00 alle 17:00. Accanto al Museo c’è la birreria Na Parkánu, dove servono piatti tipici cechi a prezzi più che ragionevoli, tant’è che è un punto di ritrovo per i cittadini di Plzeň.

luppolo museo della birra
Esempi di coltivazione del luppolo – ©Eleonora Tondon
museo della birra
Interni del Museo della birra – ©Eleonora Tondon

Se volete approfondire ulteriormente, è possibile visitare lo stabilimento della Pilsner Urquell che si trova in U Prazdroje 7 ed è aperto ogni giorno, dalle 08:00 alle 17:00. Al vostro arrivo potrete ammirare la porta monumentale di ingresso che è riportata su tutte le bottiglie e i boccali di birra Pilsner Urquell.

Pilsner Urquell
Porta monumentale dello stabilimento della Pilsner Urquell – ©Eleonora Tondon
Porta stabilimento Pilsner
Ingresso dello stabilimento della Pilsner Urquell – ©Eleonora Tondon

Ma a Plzeň non c’è solo questo!

Il centro storico è caratterizzato dalla bellezza della piazza principale, Náměstí Republiky, con i suoi palazzi riccamente decorati, la Cattedrale di San Bartolomeo con il campanile più alto della Repubblica ceca (102,6 metri!!) e l’immancabile Colonna della Peste.

Namesti republiky - Plzen
Náměstí Republiky – ©Eleonora Tondon

Proseguendo nella passeggiata in città, potrete vedere e visitare la Sinagoga di Plzeň che è la terza sinagoga al mondo per dimensioni dopo Gerusalemme e Budapest!!

Sinagoga di Plzeň
La sinagoga – ©Eleonora Tondon

Per gli amanti del genere, la città offre un labirinto di percorsi sotterranei guidati, tra corridoi medievali, cantine e pozzi, lungo circa 800 metri.

Da apprezzare dal punto di vista architettonico anche il Teatro Josef Kajetán Tyl, realizzato in stile neo-rinascimentale, con qualche elemento art nouveau.

Cittadini illustri di Plzeň sono tra gli altri il premio Nobel per la fisica Peter Grünberg, Emil Škoda fondatore dell’omonima azienda, il cantautore Karel Gott e il calciatore Petr Čech. Nelle giovanili della squadra cittadina, il Viktoria Plzeň (all’epoca Škoda Plzeň), mosse i primi passi Pavel Nedvěd.

Cosa vedere in Moravia? Oggi andiamo a Kroměříž

Cosa vedere in Moravia? Oggi andiamo a Kroměříž

Kroměříž è una cittadina della Moravia, situata dal punto di vista amministrativo nella Regione di Zlín. Spesso viene denominata anche Hanácké Athény, facendo così riferimento alle bellezze della città paragonabili all’Atene dell’antichità e al contempo alla zona etnografica in cui si trova ossia la Haná. Quest’ultima, geograficamente e amministrativamente parlando, comprende la Regione di Olomouc, parti della Regione della Moravia del sud e della Regione di Zlin.

Ma non divaghiamo troppo e torniamo a Kroměříž!!!

Kroměříž
per le vie di Kroměříž – ©Eleonora Tondon

Kroměříž fu fondata nel XIII secolo dai vescovi di Olomouc (non vi preoccupate, vi racconterò anche di Olomouc, promesso!) che qui fecero erigere la propria residenza estiva ovvero il Palazzo Arcivescovile. Il palazzo venne realizzato in stile barocco e, grazie al vescovo di Olomouc Karel II di Liechtenstein, è sede di un’incredibile pinacoteca, ricca di opere di artisti famosi del XV – XVIII secolo. Qui troverete famosi quadri di Van Dyck e Cranach il vecchio ma l’opera più famosa e forse la più importante è l’Apollo e Marsia (o Punizione di Marsia) di Tiziano.

Apollo e Marsia
Apollo e Marsia o La punizione di Marsia – Tiziano

Il palazzo osserva questi orari di visita: aprile e ottobre 09-18, maggio e settembre 09-17, da giugno ad agosto 09-18. La durata della visita è di circa 90 minuti.

Nel Palazzo Arcivescovile di Kroměříž sono state girate alcune scene del film Amadeus del regista ceco Miloš Forman (che vinse l’Oscar per questo film e per Qualcuno volò sul nido del cuculo) sulla presunta rivalità tra Mozart e Salieri.

Ciò che però è valso a Kroměříž l’iscrizione nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO sono i giardini del Palazzo Arcivescolive Květná (Dei Fiori) e Podzámecká (Sotto il Palazzo). Il primo risale alla metà del Seicento ed è caratterizzato da simmetrie, fontane e sculture, una rotonda centrale e un colonnato mentre nel secondo troviamo una meravigliosa varietà di alberi. [maggiori info su CzechTourism]

Května záhrada
Května záhrada – Foto di: http://www.mesto-kromeriz.cz

Una particolarità…

nel Palazzo Arcivescovile di Kroměříž sono presenti e visitabili le Cantine arcivescovili. Risalenti al Medioevo, queste cantine sono visitabili insieme a una guida ed è possibile fare una degustazione e acquistare il vino prodotto (presto vi parlerò anche dei vini della Repubblica ceca!).

Oltre al complesso del Palazzo Arcivescovile e dei giardini, vi consiglio di fare un salto nella piazza principale di Kroměříž, ossia Velké náměstí, e di assaggiare e gustare una buona birra del birrificio artigianale Černý orel. Qui sarà possibile visitare il birrificio e fare anche una degustazione delle birre locali. Se volete invece un consiglio su dove pernottare, oltre alla struttura ricettiva di Černý orel, posso raccomandarvi l’Hotel La Fresca che si affaccia anch’esso su Velké náměstí.

Velké náměstí - Kroměříž
Velké náměstí – Kroměříž – ©Eleonora Tondon

Per avere un assaggio di ciò che potrete vedere a Kroměříž, ecco il video realizzato da Unesco Czech Republic e presente sul canale YouTube di Czech Tourism.

 

Rievocazioni storiche e rievocatori in Repubblica ceca

Rievocazioni storiche e rievocatori in Repubblica ceca

Dal 01 al 03 settembre 2017 a Palmanova (UD) si è svolta la rievocazione storica A.D. 1615 PALMA ALLE ARMI.

Palmanova
Palmanova – www.palmanova.it

Per chi non avesse mai sentito parlare di questa cittadina, Palmanova è una città fortezza voluta e fondata dalla Serenissima nel 1593 come opera di difesa dagli Uscocchi, dagli Ottomani e dagli Asburgo. È caratterizzata da una forma di stella a nove punte che la rende pressoché unica nel suo genere in Italia. Se volete saperne di più su questa cittadina friulana, sul sito www.palmanova.it trovate tutte le informazioni sulla storia e sulle fortificazioni di Palmanova.

Palmanova inoltre è monumento nazionale dal 1960 e patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO dal 01 luglio 2017 all’interno del progetto “Le opere di difesa veneziane tra il 15esimo e il 17esimo secolo” insieme a Bergamo, Peschiera del Garda, Zara, Sebenico e Cattaro.

 

Palma alle armi
1615 Palma alle armi – ©Eleonora Tondon

A.D. 1615 Palma alle armi

Tornando alla rievocazione storica A.D. 1615 Palma alle armi, essa rievoca il periodo 1615 – 1617 ossia il periodo delle Guerre gradiscane. Sul sito del Gruppo storico di Palmanova trovate maggiori e più accurate informazioni sugli eventi che portarono a queste guerre e il coinvolgimento della Serenissima e di Palmanova.

La rievocazione storica richiama ogni anno migliaia di turisti, appassionati e curiosi da tutta Italia e rievocatori e gruppi storici italiani ed europei…

ma forse vi starete chiedendo:

Perché ne stai parlando?

La risposta è semplice! Sono nata e cresciuta a Palmanova e questo è uno degli appuntamenti da non perdere. Inoltre quest’anno la presenza di rievocatori e gruppi storici provenienti da Repubblica ceca e Slovacchia è stata particolarmente alta. È stato molto bello e allo stesso tempo straniante sentire voci e discorsi in ceco e slovacco per le contrade e i borghi della fortezza di Palma!

Ma quali gruppi storici cechi e slovacchi erano presenti a Palmanova?

Dalla Repubblica ceca erano presenti i gruppi:

mentre dalla Slovacchia:

Decisamente un bel numero considerate le dimensioni della Repubblica ceca e della Slovacchia e il rispettivo numero di abitanti!

La Repubblica ceca è terra di rievocatori e rievocazioni!

Nei territori che facevano parte della Corona ceca, durante l’Impero austro – ungarico e successivamente in Cecoslovacchia, si sono succedute moltissime guerre e battaglie. Questo è forse uno dei motivi che ha reso la rievocazione delle battaglie storiche una vera e propria passione per moltissimi cechi. Secondo il sito Historienezabije.cz (ovvero “la storia non uccide”), che sostiene le istanze di rievocatori e altri destinatari dell’implementazione di una direttiva europea sulla detenzione delle armi (Direttiva 91/477/CEE), i rievocatori in Repubblica ceca interessati da questa direttiva sono 11.350. A questi rievocatori dotati di armi per costume e combattimento poi, dobbiamo aggiungere coloro i quali ne sono sprovvisti… direi quindi che il numero di rievocatori cechi è davvero alto!

I gruppi storici cechi sono molto numerosi ma spiccano quelli che si dedicano alla ricostruzione e alla rievocazione di battaglie medievali e della Seconda Guerra mondiale.

Quali battaglie e guerre rievocano?

Rievocazioni storiche di battaglie, guerre e avvenimenti storici di ogni epoca e tipo si svolgono su tutto il territorio della Repubblica ceca e attirano turisti, appassionati e curiosi.

A livello storico e forse anche turistico, le battaglie più famose e con rievocazioni storiche più imponenti sono quelle della Battaglia di Austerlitz, svoltasi storicamente nella cittadina ceca di Slavkov u Brna, e della Battaglia di Bilá Hora ossia la Battaglia della Montagna Bianca.

La prima è certamente nota ai più, si svolse il 02 dicembre del 1805 e vide fronteggiarsi la Grande Armée francese dell’imperatore Napoleone Bonaparte e un’armata composta da russi e austriaci comandati dal generale russo Michail Illarionovič Kutuzov e dal generale austriaco Franz von Weyrother.

La Battaglia di Bilá Hora invece si svolse nel 1620 nei pressi di Praga e vide opporsi le forze cattoliche dell’Imperatore Ferdinando II e della lega cattolica e le truppe della Confederazione boema di Federico V del Palatinato. Essa costituì la prima importante sconfitta protestante nella Guerra dei Trent’anni e pose fine alla lotta per l’indipendenza e a quella per la libertà di culto.

Československá obec legionářská - Battaglie dell'Isonzo
Československá obec legionářská – Battaglie dell’Isonzo

 

 

La conformazione del terreno e la presenza di bunker (nella sola cittadina di Železná Ruda se ne contano più di 50 risalenti al periodo della Cortina di ferro) e trincee ovunque che si adattano a tutti i tipi di battaglie, porta gli appassionati cechi a rievocare anche battaglie e guerre che si sono svolte a centinaia di chilometri di distanza.

Ho scoperto infatti con stupore che vengono rievocate anche le battaglie sul Piave e dell’Isonzo.

 

Per gli interessati…

Per gli interessati ai gruppi storici cechi e slovacchi e alle rievocazioni storiche in Repubblica ceca e Slovacchia, il sito Reenactment.cz (https://www.reenactment.cz/) offre un database che include tutte queste informazioni.

 

 

Esposizione nazionale cinofila di Treviso – 10 settembre 2017

Esposizione nazionale cinofila di Treviso – 10 settembre 2017

In collaborazione con il Gruppo cinofilo trevigiano – ENCI, ho partecipato come interprete all’Esposizione nazionale cinofila svoltasi a Treviso il 10 settembre 2017. Ho presenziato al ring dedicato al gruppo 6 ovvero segugi e cani per pista di sangue in veste di interprete italiano <> slovacco per il giudice slovacco Ľudovít Pitoňák che ha giudicato Bassethound, Basset Fauve de Bretagne, Basset Griffon Vendeen, Bayerischer Gebirgsschweisshund (segugi bavaresi) e Hannoverischer Schweisshund (segugi hannoveriani).

Ho avuto anche l’occasione di collaborare alla stesura dei giudizi e di lavorare come interprete italiano <> inglese per il giudice belga François Graulus che ha giudicato due razze del gruppo 3 ovvero terrier alle quali non mi ero mai dedicata: Airedale terrier e Parson Russel terrier.

Ecco qui una piccola galleria fotografica della giornata che è stata caratterizzata quasi interamente da una fitta pioggia e da un clima più che autunnale 🙂

Galleria fotografica:

P.S.

Se volete saperne di più sui miei servizi dedicati al mondo della cinofilia, a questo link racconto cosa posso fare per voi.

Qual è l’inno nazionale della Repubblica ceca?

Qual è l’inno nazionale della Repubblica ceca?

L’altra sera ho visto la partita di pallavolo Italia – Repubblica ceca in occasione dei Campionati europei di pallavolo disputati in Polonia. Era da tanto che non ascoltavo l’inno nazionale della Repubblica ceca e mi sono ricordata di quanto fosse bello e sentito a livello nazionale.

Ma qual è l’inno nazionale della Repubblica ceca?

Il titolo dell’inno nazionale ceco è Kde domov můj che solitamente viene tradotto in italiano con Dov’è la mia casa. Nella parola domov però io sento qualcosa di più del semplice concetto di “casa” in italiano… Io preferisco tradurlo con “patria” perché mi sembra più adatto. Magari se qualche ceco legge questo post può dirmi la sua opinione in merito scrivendomi un commento qui sotto!

L’inno nazionale della Repubblica ceca così come lo ascoltiamo e lo conosciamo oggi è utilizzato sin dalla divisione della Cecoslovacchia in Repubblica ceca e Slovacchia, ossia dalla fine del 1992. Già dal 1990 però, viene riconosciuto come inno ceco all’interno della Cecoslovacchia. È tratto dall’opera teatrale di Josef Kajetán Tyl intitolata Fidlovačka aneb žádný hněv a žádná rvačka (Fidlovačka, ovvero niente rabbia e niente lotta) che venne messa in scena per la prima volta a Praga nel 1834. L’inno nazionale ceco è stato il primo inno nazionale al mondo a essere tratto da un’opera teatrale.

L’inno nazionale della Repubblica ceca è costituito di due strofe, di cui la seconda è pressoché sconosciuta ai più, ed è stato leggermente modificato rispetto al testo dell’opera teatrale.

Ecco quindi il testo:

Kde domov můj, /Dov’è la mia patria/
kde domov můj. /Dov’è la mia patria/
Voda hučí po lučinách, /L’acqua scroscia sui prati/
bory šumí po skalinách, /Le pinete frusciano tra le rocce/
v sadě skví se jara květ, /nel giardino risplende il fiore di primavera/
zemský ráj to na pohled! /il paradiso in terra per gli occhi/
A to je ta krásná země, /e questa è quella bellissima terra/
země česká, domov můj, /la terra ceca, la mia patria/
země česká, domov můj /la terra ceca, la mia patria/

[traduzione tratta da Wikipedia e liberamente rivista e modificata.]

Una curiosità

Prima della divisione della Cecoslovacchia nei rispettivi stati, l’inno nazionale era costituito nella prima strofa da Kde domov můj, quindi l’inno ceco, e nella seconda strofa da Nad Tatrou sa blýska ossia l’inno slovacco.

fonte: cs.wikipedia.org